Riflessioni in tema di nutrizione artificiale

 
Mi giungono spesso notizie preoccupanti da alcune realtà della nostra regione riguardanti le modalità di erogazione della Nutrizione Artificiale Domiciliare (NAD) e gli aventi diritto a tali prestazione. La cosa mi meraviglia non poco perché la Regione Toscana ha da tempo emanato (11/06/2001) una delibera estremamente puntigliosa ed esaustiva in tema di Nutrizione Artificiale Domiciliare.

Affermo questo perché ho partecipato, assieme ad altri specialisti della nostra regione alla stesura definitiva di questo documento. Questo impegno ci ha coinvolti per un arco di tempo di circa due anni con riunioni a cadenza mensile, e la bozza definitiva ,prima di essere pubblicata è stata recepita dalle organizzazioni sindacali dei medici di base,  dei farmacisti,   dei pediatri, delle dietiste e degli infermieri professionali. I principi ispirativi della normativa si sono basati sulle linee guida della Società Italiana di Nutrizione Parenterale ed Enterale (SINPE) come si può leggere dall’allegato in calce alla delibera.

Da un’analisi  della delibera si possono fare alcune considerazioni:

 

1)     La nutrizione artificiale domiciliare rientra nel livello di assistenza da garantire ai cittadini residenti e non residenti, salvo che questi ultimi abbiano attivato le procedure regionali della compensazione sanitaria.

2)     L’ammissione al programma di nutrizione artificiale deve essere valutata da un medico nutrizionista esperto in NAD in collaborazione con il medico curante del paziente ( o pediatra) e con altri componenti del Team Nutrizionale, avvalendosi nei casi in cui è ritenuto opportuno, della consulenza di  altri specialisti interessati dalla patologia in oggetto.

3)     In sintesi vengono sottoposti a nutrizione artificiale  (enterale o parenterale) soggetti che non sono in condizioni di alimentarsi autonomamente, o che non lo facciano in maniera adeguata, o nei quali la via digestiva è impraticabile per gravi patologie o perché c’è la necessità di mantenerla a riposo.

4)     La nutrizione artificiale  enterale può essere   inoltre utilizzata per introdurre nella dieta particolari “farmaconutrienti” che le evidenze scientifiche hanno indicato come terapeutici in particolari patologie come le malattie infiammatorie intestinali nei quali spesso il programma nutrizionale riveste il ruolo di terapia primaria e quindi a maggior ragione garantita agli aventi diritto.

 

Gli atti deliberativi attualmente adottati dalle regioni (poche in realtà) per regolamentare questa nuova disciplina hanno il compito di colmare un vuoto legislativo nazionale e quindi sono abbastanza diversificati a seconda delle regioni

dovendosi adattare alle varie realtà locali ed alle risorse a disposizione.

Le normative di delibera devono quindi limitarsi a dare delle indicazioni organizzative di politica sanitaria e non entrare nel merito clinico in quanto questo compito è chiaramente demandato ad un’equipe di specialisti dalla caratteristiche ben individuate denominato Team Nutrizionale, il quale individua gli aventi diritto alla prestazioni sanitarie ed elabora il piano nutrizionale secondo protocolli di sicurezza e sulla base delle evidenze cliniche che la ricerca ci mette a disposizione.

Il vero problema è invece un altro e sorge da una semplice domanda:

Quante aziende sanitarie a fronte di un atto deliberativo così ben articolato hanno sentito la necessità di organizzare un Team Nutrizionale che si facesse carico di questi problemi?

In quante realtà vengono assistiti a domicilio con professionalità ed appropriatezza i pazienti che necessitano di supporto nutrizionale artificiale?

Dai dati epidemiologici del registro nazionale di nutrizione domiciliare redatto da SINPE risulta che in Toscana negli ultimi due anni solo due   ASL  hanno inserito  più di 30 pazienti nel registro (!).

Auspico quindi che in un futuro molto prossimo le ASL che non hanno ancora creato i Centri di NAD colmino questo gap assistenziale e culturale per mettere a disposizione di  tutti i cittadini che lo richiedono un pari livello assistenziale con appropriatezza qualità delle prestazioni.

 

 

Dott. Antonello Giannoni

Responsabile e coordinatore Team Nutrizionale ASL1 di Massa e Carrara
Referente Regionale al Ministero della Salute per la NAD
Delegato Regionale per la Toscana della SINPE
Componente del gruppo di monitoraggio regionale per la NAD